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Tagli alla spesa pubblica
Un necessario riequilibrio dei conti pubblici
Qualsiasi proposta politica di riduzione delle tasse, riequilibrio delle pensioni, grandi opere, sussidi minimi ecc, deve passare prima attraverso una riduzione dei costi dello Stato. Con il più che corretto limite di sforamento del bilancio al 3%, qualsiasi proposta politica di miglioramento deve essere coperta con una riduzione delle spese effettuata in un altro settore. La frase riportata nella presentazione del partito:  “Ogni proposta di propaganda politica rappresenta una banalizzazione di una problematica complessa a cui le persone associano un interesse personale e/o collettivo esprime proprio questo concetto. La tendenza in campagna elettorale, è infatti quella di evidenziare solo gli aspetti positivi del programma, tralasciando quelli antipopolari che invece alla fine, sono importanti quanto quelli espressi a vantaggio di una categoria. La banalizzazione sta nel fatto che non esiste scelta politica che non si ripercuota su qualcun’altro. Anche la proposta più bella, per essere applicata, ha bisogno di fondi e questi si ripercuotono sull’aumento delle tasse o sui tagli alla spesa pubblica.
Ovviamente non è più proponibile alzare ulteriormente le tasse agli Italiani e quindi inevitabilmente è necessario andare a ridurre la spesa pubblica, numero di dipendenti, riduzione degli enti ecc.

Chiunque lavori in un’Amministrazione Statale o in qualsiasi ente pubblico sa benissimo che gran parte del suo lavoro è legato alla risoluzione delle problematiche burocratiche che richiedono il rispetto di procedure sempre più complesse. Azzardando una valutazione di massima, si potrebbe affermare che se ad oggi, fossimo in grado di gestire meglio queste procedure, almeno il 30% del personale della pubblica amministrazione potrebbe essere riconvertito in altre attività.

È necessario inoltre fare una valutazione sul numero di enti pubblici finanziati dallo Stato. Navigando su internet è quasi impossibile trovare un sito o un file che indichi con esattezza tutti gli enti e le amministrazioni pubbliche che in qualche modo sono sovvenzionate dallo Stato. Per avere un’idea si potrebbero individuare 6 categorie

  • Organi costituzionali: il Presidente della Repubblica, il Parlamento, composto da Camera dei deputati e Senato, la Corte costituzionale, il Governo della Repubblica Italiana e la Magistratura
  • 12 Ministeri con tutti i vari dipartimenti
  • 8000 comuni, 110 provincie e 20 Regioni che mantengono 7.000 aziende partecipate con oltre 300 mila dipendenti
  • 800 enti ed organismi pubblici non territoriali, diversi dagli Organi costituzionali
  • Partecipazione a tutte le Istituzioni Europee e Mondiali
  • Altre (e sicuramente non sono poche)

Tagli alla spesa pubblica

Le proposte di Legalità Popolare

  • Riequilibrio dei Comuni, delle Provincie e delle Regioni

La tematica è stata affrontata nell’articolo “Comuni, Provincie e Regioni”.

 

  • Controllo degli organismi pubblici non territoriali

Nel file “Elenco Enti Pubblici non Territoriali”, viene riportato l’elenco dei 2.800 enti ed organismi pubblici inseriti nel Conto economico consolidato della Pubblica amministrazione. La prima attività da svolgere è un’analisi puntuale delle attività svolte da questi Enti statali o parastatali. Una volta acquisti i dati, il problema è: Chi decide quali sono gli Enti eventualmente ritenuti “inutili” e come è possibile eliminarli senza sconvolgere gli equilibri creati, anche in funzione delle professionalità che si sono formate all’interno?” Un esempio abbastanza eclatante delle difficoltà rilevate in tal senso è quello della soppressione della Forestale, i cui dipendenti e compiti istituzionali sono stati trasferiti in parte ai Carabinieri e in parte ai Vigili del Fuoco. A parte gli innumerevoli ricorsi presentati e tutt’ora in corso per disparità di trattamento, la riconversione professionale dei dipendenti non è così immediata tanto che molti degli operativi dell’Ente soppresso non vengono ancora impiegati in nessuna mansione specifica. Inoltre i nuovi compiti istituzionali trasferiti ai due enti richiedono il mantenimento numerico del nuovo contingente di personale assegnato. Questo significa che molto probabilmente la Forestale non era un ente inutile e la sua soppressione, non ha portato in realtà nessuna riduzione della spesa pubblica. Per evitare disagi ai dipendenti e stravolgimenti estemporanei, è necessario procedere con la massima cautela e per passi.

  1. Nell’immediato ogni ente presente nell’elenco (magari aggiornato), dovrà riassumere in una pagina le sue attività principali svolte, il numero di dipendenti e l’estratto del suo bilancio indicando i costi per il personale, dei beni immobili e delle spese gestionali. Il bilancio dovrà ovviamente indicare anche per macro aree quali sono le entrate. Inoltre sempre nella stessa pagina o al massimo nella seconda, dovranno essere elencati i risultati ottenuti dall’organismo e una tabella riepilogativa dei fondi che anno per anno sono stati elargiti a qualsiasi titolo dallo Stato all’Ente stesso.
  2. Dovranno essere definiti dal Governo, degli indicatori di produttività (rapporto tra il costo del personale e numero di dipendenti, utilità marginale delle attività compiute, congruità di bilancio ecc). Ad ogni indicatore, una Commissione nominata a tale scopo, dovrà assegnare un punteggio al fine di ottenere una graduatoria indicante le situazioni su cui richiedere una successiva indagine.
  3. Una volta individuate tutte quelle situazioni anomale, sarà necessario valutare tutte le implicazioni che possono comportare la soppressione o la riduzione dell’ente e dove può essere rimpiegato il personale assunto.

Purtroppo queste azioni comportano tempo e dati assolutamente precisi. Non è possibile rischiare di adottare dei provvedimenti che poi vengano sistematicamente impugnati dalla magistratura, sarebbe una dimostrazione di impreparazione e superficialità di chi li emette. È necessario prevedere anche un rimborso forfettario da distribuire ai dipendenti costretti a riqualificarsi in altre realtà lavorative. Il rimborso, previsto ovviamente solo per chi accetta il nuovo incarico, dovrebbe evitare la presentazione di molti ricorsi. Un altro aspetto assolutamente di rilievo è quello di imporre a tutti gli Enti che a qualsiasi titolo ricevono anche solo un euro dallo Stato, un bilancio trasparente e accessibile a tutti e ogni singola assunzione deve avvenire nel totale rispetto dei criteri definiti nell’articolo “Concorsi pubblici e promozioni a trasparenza blindata”, in modo da evitare qualsiasi agevolazione.

 

  • Regolamentazione e adeguamento degli stipendi

Legalità Popolare propone una unificazione stipendiale a cui tutti le Amministrazioni ed Enti Pubblici devono attenersi nell’inquadramento retributivo del personale.

Questo semplice prospetto limita qualsiasi forma di esasperazione del sistema in quanto ogni persona che ha uno stipendio pagato dallo Stato deve essere inserito in un inquadramento specifico dove il suo stipendio è già definito e non potrà essere aumentato se non in percentuale uguali per tutti. Politici e dirigenti di qualunque amministrazione ed ente pubblico, compresi Comuni, Provincie e Regioni dovrebbero attenersi ai suddetti livelli stipendiali. Il sistema consente anche di limitare il numero dei dirigenti. Infatti non deve essere più consentito avere dirigenti che gestiscono due o tre persone, ma il numero minimo deve rispettare sempre lo schema indicato. Questo sistema consentirebbe anche una estrema facilitazione nella mobilità orizzontale. Nel transitorio è necessario assegnare i livelli corretti prevedendo dei assegni integrativi per garantire i diritti acquisiti difficilmente rimovibili. Lo schema indicato è una banalizzazione di una realtà molto complessa ma è necessario, specialmente in questa prima fase del partito, esprimere delle idee e proposte su cui ragionare. Sicuramente sul niente, non è possibile esprime alcuna considerazione e valutazione.

 

  • Riduzione degli incentivi statali

Gli incentivi statali consento una riduzione della spesa sostenuta dagli Italiani per acquistare un bene mobile o immobile. Gli incentivi rappresentano uno strumento a disposizione dello Stato e delle Regioni per accelerare il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Negli ultimi anni l’Italia sta incentivando tantissimi settori del mercato, dall’edilizia, all’energia, all’ambiente, alla sicurezza, all’acquisto di mobili ecc rischiando però, come avviene spesso in Italia, di superare il limite di accettabilità. Se da una parte lo statuto dell’incentivo è molto utile, dall’altra, le detrazioni fiscali ad esso collegate, riducono notevolmente gli introiti dello Stato. Se da una parte lo Stato da, dall’altra deve prendere e quindi ormai ci troviamo sempre più spesso con aumenti dell’IVA, tagli alle pensioni e aumento vari. È difficile richiederlo, ma dobbiamo prendere un attimo di respiro e di equilibrio. Non è possibile incentivare tutto senza un fine comune della Nazione. Tutto è importante ma dobbiamo esser tutti coscienti che non possiamo andare avanti senza un progetto comune. Non ha senso incentivare l’acquisto di mobili nuovi o la ristrutturazione della casa quando la signora anziana in pensione non ha i soldi per pagare le bollette. Non ha senso incentivare l’efficientamento energetico delle abitazioni quando abbiamo la maggior parte delle case dei nostri centri storici a rischio crollo in caso di terremoto. Non è possibile andar dietro a tutte le esigenze delle aziende private, dei gruppi di persone che sponsorizzano quella ideologia piuttosto che un’altra. Legalità Popolare prospetta una riduzione importante agli incentivi dello Stato per almeno due o tre anni al fine di individuare insieme ai cittadini un progetto comune. Tramite le trasmissioni televisive e le società di sondaggi pubblici, oggi è assolutamente possibile capire quali sono i progetti più condivisi dai cittadini, l’importante è trasmettere tutte le informazioni tramite la televisione di Stato. (vedi l’articolo “La Rai Radiotelevisione Italiana)

  • Obiettivo 10, 10, 10 in tre, sei e nove anni

L’obiettivo fondamentale per Legalità Popolare è la riduzione della spesa pubblica del 30% da svilupparsi nei prossimi nove anni. E’ un traguardo assolutamente ambizioso ma non impossibile. È infatti prioritario iniziare a pensare alla riduzione del debito pubblico e aumentare la stabilità della Nazione.

 

  • Adeguamento immediato degli stipendi dei politici e dei dirigenti Statali e Regionali

C’è pochissimo da dire: “L’immediata riduzione degli stipendi dei politici e dei dirigenti Statali e Regionali è un obbligo sociale e inderogabile”. Anche i vitalizi rappresentano una spesa importante per lo Stato. In Italia ridurre un privilegio acquisto non è facile e il rischio è quello di vedersi annullare dalla magistratura tutti i provvedimenti adottati in tal senso. Legalità Popolare propone l’istituzione di una Commissione nazionale composta da specialisti in materia, in grado di trovare delle soluzioni normative che consentano una reale riduzione dei vitalizi elargiti nel non totale rispetto della legge.

 

  • Altri tagli e riduzioni

In realtà è molto probabile che si possa risparmiare su tutti i settori dello Stato, l’importane è che non si facciano dei tagli orizzontali senza controllo. Ogni situazione deve essere attentamente analizzata ed ancora più importante è valutare le conseguenze di una eventuale riduzione dei fondi elargiti