Foto Convegno Incompetenza

Per i partiti la professionalità è essenzaile, certo!!!

Articolo tratto dal libro “Come scrivere il curriculum per fare il politico” di Roberto Paoletti. Visto che tendenzialmente sono abbastanza moderato, mi sono iscritto ad un partito di recente costituzione e schierato politicamente al centro. Ho aderito al primo congresso e poi, su invito del partito stesso, una domenica, ho partecipato a Firenze alla presentazione del simbolo per le elezioni europee 2019. In tale occasione veniva pubblicizzata dal partito l’importanza della giornata perché tutta la mattinata sarebbe stata dedicata all’elaborazione del programma. La direzione del partito aveva infatti individuato una decina di aree tematiche e quindi, nell’occasione, ogni iscritto avrebbe potuto unirsi ad un gruppo di lavoro per analizzare un argomento specifico. Io, da buon ingegnere energetico, mi ero iscritto al gruppo che avrebbe trattato tematiche relative all’energia, all’ambiente e al clima. Finalmente avevo l’impressione di aver trovato una situazione positiva, dove potermi confrontare professionalmente e politicamente su progetti e tematiche di rilevanza nazionale. Ovviamente quell’impressione era solo un’illusione, ma quale tavola rotonda, ma quale confronto, ma come mi è venuto in mente solo crederlo! E così, quando la domenica mattina entrai nella stanza riservata al mio gruppo tematico, mi trovai in una sorta di aula didattica dove davanti c’erano sedute sei o sette persone che parlavano e tutti gli altri, da quel momento in poi, me compreso, seduti di fronte ad ascoltare. Per quasi tre ore ho seguito i vari interventi di sedicenti esperti che parlavano di energia e di clima. Alla fine, l’ultima mezzoretta l’hanno dedicata agli interventi del pubblico. Volendo dire la mia, ho alzato subito la mano e direi per fortuna, perché poi, per questioni di tempo, hanno concesso solo pochissimi interventi. Evidentemente, direi che già solo questo è sufficiente per capire tutto. Come, tu segreteria del partito mi chiedi di spostarmi di centinaia di chilometri, di perdere una domenica per valorizzare il programma con il contributo di tutti e poi non mi fai neanche parlare? Ma “ti mando in quel paese in meno di mezzo secondo”. Scusate la banalizzazione verbale. Comunque, nei due minuti circa che mi vengono concessi, cerco di riassumere alcune idee, evidenziando dei dati energetici rilevanti e proponendo quindi le conseguenti valutazioni di merito. Devo dire che mi ero anche preparato bene sugli argomenti che immaginavo venissero trattati più da vicino. La mattinata passa e poi nel pomeriggio c’è la presentazione del partito e del nuovo simbolo. Abbastanza sconcertato torno a casa e il lunedì successivo mi dedico alla lettura del documento, composto da una decina di pagine, che ci era stato consegnato la mattina della domenica, come linea guida della tematica trattata. Mando una e-mail ad uno dei relatori del gruppo, tra l’altro giovanissimo, evidenziando che il documento è troppo generico e alcune conclusioni non sono supportate da dati ufficiali. Inoltre evidenzio che alcuni concetti sono proprio sbagliati in quanto, anche se non riportati nel testo, contengono degli errori di calcolo. Anche alcune soluzioni sembrano essere irrealizzabili in quanto prevedono delle tecnologie ancora non completamente sviluppate dall’industria. Riporto fedelmente la risposta che ho ricevuto via e-mail dalla persona a cui avevo scritto perché ritengo che sia emblematica e rappresenta benissimo la politica che oggi stiamo vivendo in Italia. Buonasera Roberto, e grazie mille delle osservazioni. 1) Premessa: in quel testo c’erano solo piste di discussione per ieri mattina, mica proposte compiute! Per chi ci hai presi? 2) Abbiamo dozzine di documenti “seri e professionali” con tutti i calcoli su Mtep e Twh prodotti negli anni da nostri iscritti che lavorano per società energetiche. Solo che un programma elettorale non si scrive in forma di documento tecnico, figuriamoci una pista di discussione per un incontro di brainstorming! 3) Ti dico questo perché sono periodicamente assediato da ingegneri energetici che per pregiudizio trattano chi fa politica da profano sciocco e cialtrone che attende solo di ricevere la loro dottrina. La realtà, grazie al cielo, è più complessa. 4) Sulle questioni che tu segnali: auto elettrica come hai ben potuto vedere è subordinata all’introduzione di quella ibrida e a gas naturale anche in questo breve testo. 5) “L’Italia conta poco”: sì e no, perché una volta che crei in un paese un modello competitivo di economia sostenibile poi fai scuola per gli altri e sei anche in una posizione migliore nelle trattative multilaterali. 6) Batterie del futuro: non ce l’ho scritto io, credo che su quello sia molto aggiornata xxxxxx, la scienziata dell’ONU. 7) Offshore: è vero che oggi nascono comitati contro tutto, ma la soluzione del problema è eminentemente politica. Grazie ancora di cuore e a presto. Basta, sono stufo di questa totale incompetenza, non se ne può più! Cercando di conoscere meglio la persona che mi ha risposto, faccio una ricerca su Facebook e sul suo profilo scopro che questo ragazzo ha studiato filosofia. A questo punto non so neanche se sia laureato, ma a parte questo, direi che evidentemente filosofia non è comunque la laurea migliore per affrontare professionalmente argomenti energetici. Mi scuso se scendo ancora di più in un volgarismo parlato ma è proprio necessario. “Ma va in quel paese te e il partito. La colpa non è tua, ma è mia che c’ho perso anche una domenica!” Non è tollerabile che un ragazzo, che forse non è neanche laureato in filosofia, proponga soluzioni fantasiose per un programma energetico e si permetta anche la libertà di criticare gli ingegneri energetici, non esiste e non ci siamo proprio! Ma l’Italia è veramente questa? Purtroppo, ho sempre più, la quasi certezza che una buona parte della politica italiana sia proprio così. Analizzo di seguito, punto per punto, la risposta che avrei voluto inviare al presunto filosofo che poi ho scoperto successivamente essere anche l’autore di quelle insignificanti dieci pagine che ci erano state consegnate al mattino della domenica. La risposta non l’ho neanche inviata perché tutto ciò è veramente troppo ridicolo. 1) Quelle che lui chiama piste di discussione sono diventate successivamente parte integrale del programma del partito. 2) Se hai dozzine di documenti seri e professionali, scritti da professionisti del settore, perché almeno non li leggi? 3) Ma ti sei mai chiesto perché gli ingegneri energetici ti assediano e per pregiudizio ti trattano da profano, sciocco e cialtrone? Almeno abbi l’umiltà di ascoltarli, forse capiresti qualcosa di più di energia e di ambiente. “La realtà, grazie al cielo, è più complessa”. Non è vero! Non è vero ed è proprio questo che contesto e contesterò sempre con tutta la mia forza. La realtà è più complessa semplicemente perché tu quella domenica eri seduto nella parte sbagliata dell’aula. Se tu, solo perché sei parente o amico di qualcuno che ha un ruolo decisionale nel partito, pretendi un incarico di rilievo e hai anche la presunzione di spiegare agli altri tematiche di cui evidentemente non hai competenza, allora sì hai ragione, la realtà è molto più complessa. In realtà questo modo di proporsi di molti politici è semplicemente deleterio, in quanto tolgono l’opportunità a molte altre persone, più preparate, di esprimere dei concetti che sicuramente sarebbero più utili per il partito stesso e per la società. 4) Delle auto elettriche e dei suoi limiti, parlo nella seconda parte di questo libro. 5) “L’Italia conta poco: sì e no, perché una volta che crei in un paese un modello competitivo di economia sostenibile poi fai scuola per gli altri”, si riferisce alla mia affermazione che il nostro Paese emette circa l’1,7 della CO2 prodotta nel mondo e quindi la nostra capacità di influenzare l’andamento del clima mondiale è molto marginale. Ma veramente qualcuno è convinto che l’Italia, in questo momento storico, possa fare da scuola per gli altri Paesi? Io veramente mi stupisco di quanto alcune affermazioni siano ridicole. La Cina, l’America, la Russia, ma anche alcuni Paesi europei non ci considerano proprio, ma neanche lontanamente, e quindi pensare che noi Italiani dobbiamo fare i primi della classe per fare scuola agli altri, rischiando tra l’altro di mettere tutto in discussione per traguardi politici irrealizzabili, è di una banalità raccapricciante. 6) “La scienziata dell’ONU” si riferisce alle batterie del futuro che evidentemente ancora non esistono. Che tristezza che qualcuno si proclami scienziato senza averne nessun requisito. Qui di scienziato non c’è nessuno, anche perché se uno lo fosse veramente, sicuramente sarebbe rimasto a lavorare all’ONU e non sarebbe tornato in Italia solo per fare politica spicciola. Non ci credo all’uso improprio di questi termini. Qui c’è solo bisogno di gente normale, ognuno con la sua professionalità, che al mattino si sveglia e va al lavoro cercando di farlo nel modo migliore per se stesso e per gli altri. La politica ha bisogno di questo e non di falsi scienziati. 7) “È vero che oggi nascono comitati contro tutto”. Quando un partito propone una soluzione molto invasiva sul territorio nazionale deve porsi il problema della reazione della popolazione residente. Certo che le scelte di un Paese non si devono fermare davanti all’opposizione di un gruppo di persone, ma oggi i comitati che dicono no a tutto sono una componente non trascurabile della nostra società che potrebbe inficiare anche il più bel programma politico di un partito. La lettera che mi è giunta dal sedicente filosofo è veramente molto banale nei contenuti, nelle idee e nelle competenze. Il problema peggiore è che quelle dieci pagine insignificanti sono diventate il programma politico del partito riguardanti “L’Energia, il Clima e l’Ambiente”. Ing. Roberto Paoletti