Seleziona una pagina
La vulnerabilità sismica degli edifici
Il miglioramento antisismico delle strutture: un’attività improrogabile
L’Italia fino a pochi anni fa, non aveva una cultura generalizzata sull’antisismica o meglio, le tecniche conosciute erano assolutamente all’avanguardia, ma mancando una legislazione appropriata, molte costruzioni e ristrutturazioni anche più recenti sono state eseguite senza particolari attenzioni.

Gli ultimi terremoti verificatesi a L’Aquila, in Emilia e l’ultimo che ha colpito più Regioni del Centro Italia, hanno evidenziato una vulnerabilità del territorio assolutamente molto grave. Tutto l’arco appenninico e non solo può essere interessato da eventi rilevanti e purtroppo abbiamo verificato l’inadeguatezza delle nostre strutture, sia per la presenza di innumerevoli agglomerati molto vecchi e sia per lavori di ristrutturazione o modifiche eseguiti non correttamente.

Anche le norme emanate di recente non sono chiarissime, tanto che la norma più importante in materia, prevede che i sindaci eseguano la valutazione antisismica delle strutture strategiche, ma non esiste nessun obbligo di adeguamento ad uno standard prefissato. Questo significa che se dalla valutazione condotta, emergesse un valore molto basso, ovvero la struttura esaminata risultasse particolarmente vulnerabile, la decisione di continuare ad usare o meno quell’edificio rimarrebbe solo a carico del sindaco. Inoltre la cronica carenza dei fondi ai comuni rende qualsiasi impossibile l’attuazione di un concreto piano di riqualificazione.

La vulnerabilità sismica

Le proposte di Legalità Popolare

  • Investimenti necessari e improcrastinabili

Nell’articolo “Tagli alla spesa pubblica”, Legalità Popolare evidenzia la necessità della riduzione della spesa pubblica e nel contempo l’esigenza di investire nella riqualificazione del tessuto edilizio esistente e quindi l’obiettivo è dare la massima priorità alla riduzione delle criticità del Paese, in particolare riducendo la vulnerabilità degli edifici dello Stato e degli Enti Locali. Ma non basta, bisogna intervenire su tutto un tessuto urbanistico che manifesta carenze sedimentate da decenni. Inoltre è necessario intervenire anche per limitare i danni dalle inondazioni, delle frane ecc.

Per Legalità Popolare non è congruo incentivare molto tutti i settori industriali e commerciali tralasciando i segnali provenuti da un territorio troppo martoriato da catastrofi naturali. È necessario individuare un progetto unico su cui lavorare nel medio e lungo periodo. È assolutamente insensato incentivare l’efficientamento energetico degli edifici quando poi questi crollano per piccoli movimenti.

 

  • Limiti dell’adeguamento sismico

Il miglioramento antisismico delle strutture deve tener presente un concetto fondamentale: “È meglio demolire e costruire nuovo, piuttosto che cercare a tutti i costi di trasformare una struttura vecchia in una struttura antisismica”.

È un’affermazione un po’ triste e pesante, ma alcuni edifici considerati storici o semplicemente inseriti in vincoli paesaggisti, fanno parte di un passato che non bisogna cancellare, ma i cittadini devono vivere in sicurezza oggi e questo è prioritario su tutto. Ovviamente non si sta ipotizzando la demolizione di quei beni storici che rappresentano i valori o gli emblemi per le comunità locali o per l’umanità intera, ma di valutare con attenzione alcuni vincoli posti che limitano la realizzazione della messa in sicurezza del patrimonio edilizio Italiano.

È infatti necessario riflettere sul fatto che i costi di adeguamento sismici sono molto alti e spesso i lavori eseguiti non riescono a garantire quella sicurezza richiesta agli edifici pubblici. Questa riflessione è tanto più vera per gli edifici residenziali, in alcuni casi costruiti ancora peggio di quelli pubblici e quindi nella maggior parte dei casi, la valutazione tecnica di demolire e ricostruire nuovo dovrebbe essere predominante sul conservare case semplicemente vecchie.

  • Il giusto equilibrio tra sicurezza e vincoli storici

Il grafico sotto riportato indica l’aumento degli investimenti necessari per ridurre la vulnerabilità sismica di un edificio. Per ridurre molto la vulnerabilità sismica di una struttura molto vecchia sono normalmente necessari fondi molto elevati che visti dal punto di vista di un tecnico dei Beni Culturali, sono assolutamente giustificati, mentre se analizzati dal proprietario che deve finanziare i lavori, potrebbero risultare troppo elevati e inappropriati, tanto da far rinunciare al progetto. Questa situazione rischia di frenare molto la riqualificazione di alcune aree più sensibili. Secondo Legalità Popolare è lo Stato che ha il compito di fare da intermediario tra le esigenze di mantenere il patrimonio storico Italiano e la sicurezza dei cittadini.