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La RAI, la Radiotelevisione Italiana
La televisione pubblica a servizio degli Italiani
La RAI, è la società concessionaria in esclusiva del servizio pubblico radiotelevisivo in Italia. È una delle più grandi aziende di comunicazione d’Europa, il quinto gruppo televisivo del continente. È una storia fatta di successi e traguardi mondiali e questo però grazie al contributo dei cittadini Italiani, che tramite il canone RAI contribuiscono per quasi il 73% dei ricavi.  
Leggere i Bilanci di alcune società Italiane risulta sempre abbastanza complicato e per trovare le informazioni ricercate è necessario prima sfogliare due o trecento pagine di informazioni varie. Comunque da quanto risulta a pag. 123 del Bilancio RAI 2016, i 2.000 dipendenti in servizio, costerebbero all’azienda quasi la metà dei ricavi provenienti dai canoni, 928 milioni di euro, che significa 77 mila euro annue lorde a dipendente.

Molto probabilmente in tutte le aziende dello Stato ci sono ampi spazi di riduzione dei costi in quanto lo stipendio medio in Italia non supera i 30.000 di RAL e quindi 77 mila rappresentano più del doppio dello stipendio medio. Questi purtroppo sono i problemi enormi dell’Italia, evidenti a tutti e che oggi sembrano quasi irrisolvibili. Il problema non è fare l’elenco delle anomalie, degli spreghi e delle gestioni fallimentari, il problema è trovare delle soluzioni che possano essere applicate.

In realtà contrariamente a tutti gli aspetti positivi indicati nell’introduzione, la RAI ha perso molto delle sue peculiarità, tanto che molte cittadini preferiscono pagare abbonamenti mensili con aziende private concorrenti che tra l’altro riescono a mantenersi autonomamente senza i canoni obbligatori.

La RAI

Le proposte di Legalità Popolare

  • La partecipazione dei cittadini

Nell’introduzione iniziale si è fatto riferimento a Solidarietà e Partecipazione, una lista civica che da anni governa Grottammare, il comune di residenza del fondatore di Legalità Popolare. A prescindere dall’ideologia politica, se un partito politico governa un comune con quasi 17.000 abitanti da oltre 25 anni vincendo consecutivamente 6 elezioni amministrative, un motivo ci sarà. Non esistono formule magiche, l’amministrazione è stata semplicemente in grado di ascoltare i cittadini promuovendo la loro partecipazione nelle fasi decisionali condividendo quasi puntualmente le esigenze locali. Ovviamente sarebbe impensabile trasportare una partecipazione collettiva a livello nazionale, ma la RAI potrebbe essere un’ottima piattaforma di informazione politica. In particolare infatti attualmente, i partiti possono confrontarsi solo prima delle elezioni e quindi in pochi giorni e poche apparizioni in televisione, devono esprimere tutte le loro ideologie. Se invece i partiti avessero un po’ di tempo per spiegare i loro programmi, sicuramente i cittadini avrebbero maggiori informazioni per esprimere le loro preferenze al voto.

  • La trasformazione nei contenuti di RAI 1, RAI 2 e RAI 3

Ovviamente in questo paragrafo non si entra nel merito della programmazione, ma l’obiettivo è semplicemente quello di esprimere un orientamento politico per le aziende più importanti dello Stato.

In quest’ottica la proposta di Legalità Popolare è quella di orientare maggiormente RAI 2 su programmi culturali, un po’ come fanno molti canali presenti sul satellite. Dall’arte, alla scienza, alla tecnologia, gli argomenti trattabili sono infiniti. A titolo di esempio sarebbe interessante avere un programma del tipo “Com’è fatto” solo per i prodotti realizzati in Italia.

Inoltre, RAI 2 dovrebbe dedicare almeno due ore al giorno solamente alla politica. In particolare, a tutti i partiti dovrebbe essere concessa la possibilità di parlare davanti agli Italiani. A rotazione tutti i rappresentanti dei partiti avrebbero quindi la possibilità di esprimere le loro proposte, idee e soluzioni che potrebbero essere anche utili a tutti.

Senza moderatori, senza giornalisti, senza limitazione alcuna, liberi di parlare, soli davanti al pubblico. Queste due ore permetterebbero a tutti di acquisire maggiori informazioni sui partiti e cosa più importante consentirebbe ai cittadini di capire meglio quanto le promesse fatte in campagna elettorale siano veramente realizzabili.

Sono necessari approfondimenti per RAI 1 e RAI 3 e per le atre reti RAI presenti sul digitale e sul satellitare. (Per esempio RAI 3 dovrebbe essere più vicina alle realtà locali e regionali). Campo da completare

 

  • La RAI apolitica

Nel più ampio progetto di Legalità Popolare che aspira ad una consistente riduzione del potere politico in Italia, anche per la RAI si propone una totale eliminazione delle nomine politiche dei vertici aziendali. Legalità Popolare propone per tutte le amministrazioni dello stato che la nomina dei vertici avvenga da parte dei dipendenti dell’azienda stessa o per concorso pubblico. Su una rosa di candidati che liberamente si vogliono candidare, i dipendenti eleggono il loro presidente o amministratore delegato. Sicuramente i dipendenti conoscono meglio i candidati e quindi molto probabilmente, la persona eletta, qualcosa di buono all’interno dell’azienda l’avrà fatta e la potrà fare.

 

  • Abolizione del pagamento del canone tramite le bollette energetiche

Il canone RAI non può essere fatto pagare nella bolletta dell’ENEL in quanto l’energia elettrica è un sevizio essenziale e primario, mentre la televisione no. È un atto di autorità non giustificato che la gente ha accettato solo perché il canone è di soli 9€ mensili.

Questo strumento potrebbe allora essere utilizzato per pagare qualsiasi tassa, anche per richiedere ai cittadini un contributo mensile per salvare Alitalia o altre aziende.

Probabilmente è impossibile ridurre o tanto più eliminare il canone RAI, ma almeno che esso venga fatto pagare nella denuncia dei rediti o in automatico nelle buste paga.

Comunque più in generale è una sconfitta di tutti avere la maggior parte delle aziende pubbliche costantemente finanziate dallo Stato. È inaccettabile pensare che in Italia non ci siano più dirigenti in grado di riportare un’azienda in attivo, sapendo tra l’altro che le stesse aziende, una volta vendute a privati tornano rapidamente in attivo come è successo per le autostrade realizzate e costruite con i soldi degli Italiani e poi svendute per quattro soldi a società private.

Il problema probabilmente nasce dalle nomine politiche di persone che hanno troppi limiti d’azione per decidere autonomamente le modifiche da apportare all’azienda. È necessario cambiare questo sistema e forse potrebbe essere più utile nominare i vertici delle aziende per concorso pubblico applicando tutti i criteri indicati nell’articolo “Concorsi pubblici e promozioni a trasparenza blindata”.

 

  • Riduzione dei costi e riequilibrio degli stipendi

Le spese sostenute dall’azienda RAI, così come da Alitalia e da altre aziende pubbliche, non sono congrue con la realtà italiana e con il servizio offerto. La nomina dei vertici da parte dei dipendenti potrebbe portare sicuramente ad un miglioramento, ma qui è necessario imporre anche delle riduzioni sostanziali sulle uscite. Il Governo ha l’obbligo di predisporre un cronoprogramma di riduzione dei costi che dovrebbero essere di almeno un 20% nell’immediato e un altro 10% in tre anni. Nella fase di conoscenza attuale della problematica, sarebbe impossibile dettagliare maggiormente le possibili riduzione dei costi, anche se le 12 mila unità che lavorano all’interno dell’azienda con uno stipendio medio lordo di 77 mila euro annui sembra veramente un eccesso tutto all’Italiana.

Probabilmente dovrebbe essere quindi necessario bloccare per qualche anno le assunzioni e dove possibile agevolare la mobilità del personale verso altre amministrazioni.