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La prospettiva della pensione
Uno dei capitoli più controversi della storia Italiana
Se le ritenute previdenziali fossero il 40% del reddito, ognuno si pagherebbe completamente la sua pensione e l’INPS avrebbe un bilancio alla pari. Basta fare due conti Su una retribuzione annua lorda (RAL) di 28.000€ annui, corrispondente a 1.500€ netti mensili, i contributi previdenziali versati oggi con la percentuale all’11%, sono di 3.080€ annui, ovvero 107.800€ in 35 anni di lavoro. Se dividiamo il totale dei contributi versati per i 20 anni di pensione presunta*, la rata spettante sarebbe di circa 415€ mensili, che tradotto significa che se il sistema pensionistico fosse completamente contributivo, le pensioni sarebbero sotto la soglia di povertà.
Il sistema pensionistico, non solo per l’Italia, ma per tutti i Paesi, rappresenta quindi la spesa pubblica più importante per il bilancio di uno Stato.

* Qui si è considerato 20 anni presunti di pensione (da 65 a 85 anni) perché per molte persone che superano gli 85 anni, ce ne sono altrettante che purtroppo non arrivano a quell’età e quindi i loro contributi compensano le pensioni pagate invece per più anni.

Per l’economia Italiana, il sistema pensionistico è ancora più gravoso tanto da aver costretto un governo a prendere dei provvedimenti assolutamente antipopolari. L’aspetto più goliardico della riforma Fornero, non è la legge emanata, ma la semplicità con cui alcuni partiti ne sbandierano nei loro programmi, la sua abrogazione, come se chi l’ha emanata, si fosse divertita a fare un dispetto agli Italiani. Sarebbe anche interessante capire perché sono in molti, gli Italiani a credere in tali aspettative, senza chiedersi a discapito di chi, si potrebbe eliminare la legge Fornero. Aumentando l’Iva, aumentando le tasse alle aziende o aumentando tutte le tasse esistenti? Per Legalità Popolare sarebbe più opportuno prima ridurre i costi della spesa pubblica e poi rivedere le pensione. Purtroppo qualsiasi taglio alla spesa pubblica richiede tempo e corrette valutazioni prima di fare altri danni.

Ovviamente poi le scelte delle persone vanno lette nella maniera corretta. In realtà quello che più ha infastidito gli Italiani è la totale assenza di sacrifici richiesti ai parlamentari e a tutto il sistema politico. Tradotto che significa che non può chiedere ai cittadini, lo sforzo di lavorare una vita e sopravvivere con una pensione minima, per mantenere un sistema di poltrone che deve mangiare tutte le risorse disponibili!

Attenzione perché questo termine “mangiare”, è stato volutamente amplificato e strumentalizzato da alcuni partiti politici che hanno approfittato di questa doppia azione negativa, per sbandierare grandi cambiamenti epocali, a scapito di una classe politica incapace che deve essere sostituita.

Certamente che l’abolizione dei vitalizi e la riduzione degli stipendi dei parlamentari, sarebbe un segnale quanto meno dovuto ai cittadini, ma sicuramente non rappresenterebbe la soluzione alle pensioni perché semplicemente da una parte parliamo di milioni di euro, mentre dall’altra di miliardi di euro.

Tra l’altro, prima di ridurre un vitalizio, sarebbe necessario verificare con attenzione la legittimità del provvedimento, perché la sconfitta di centinai se non migliaia di ricorsi sarebbe solo un ulteriore carico economico per lo Stato.

Quando in politica si parla di cambiamento in realtà si sta ipotizzando lo spostamento di capitali da un settore ad un altro che non significa automaticamente un miglioramento del sistema. Per abolire la legge Fornero sarebbe necessario trovare prima i fondi per la copertura finanziaria della manovra che inevitabilmente dovrebbero essere tolti da qualche altro settore. Siamo tutti d’accordo che ci sono degli Enti che potrebbero essere soppressi ma la procedura non è così immediata e spesso neanche tanto applicabile. Ne è un esempio lampante l’abrogazione delle provincie che in realtà sono rimasti degli enti a metà, senza grandi guadagni per lo Stato in quanto poi il personale è stato solo trasferito e non ridotto.

Comunque, che gli stipendi percepiti dai politici, a tutti i livelli, dal Parlamento, al Governo, alle giunte Regionali, continuino ad essere improponibili, è chiaro a tutti. Qui ci sono persone che con una solo legislatura, si sono garantiti tra stipendi e pensioni, patrimoni quantificabili in milioni di euro. È certo che queste disomogeneità portano poi all’esasperazione delle persone!

La prospettiva della pensione

le proposte di Legalità Popolare

  • La verità

Possiamo girarla come vogliamo, ma finché non riduciamo la spesa pubblica non ci potranno essere prospettive di miglioramento per la gestione delle pensioni.

Nell’articolo “Tagli alla spesa pubblica” sono indicate le proposte di Legalità Popolare per ridurre la spesa pubblica.

 

  • Non è un obbligo apportare dei cambiamenti

Le persone, in particolare quelle che stanno per andare in pensione hanno bisogno di certezze. Non è necessario proporre subito dei grandi cambiamenti che comunque non potranno mai essere risolutivi ma di contro potrebbero portare solo ad una maggiore confusione.

Il problema delle pensioni necessita una rivisitazione normativa, ma sicuramente non può essere affrontato con provvedimenti estemporanei frutto di una necessità impellente di un cambiamento.

L’approccio di una correzione, deve essere visto a medio e lungo termine valutando nei particolari su chi si va ad incidere in positivo e in negativo e nella prospettiva che molto probabilmente la situazione lavorativa in Italia non potrà di molto migliorare nei prossimi anni.