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Immigrazione e sicurezza
Un percorso di speranza tra Italia e Europa
Negli ultimi anni la mancanza di sicurezza rilevata dai cittadini, spesso sulle prime pagine di molti giornali, viene imputata agli immigrati giunti in Italia da tutte le parti del Mondo senza controllo e liberi di fare tutto  quello che vogliono nel nostro territorio.

Immigrazione e sicurezza

le proposte di Legalità Popolare

1) Inquadramento dei flussi migratori Prima di affrontare la tematica dell’immigrazione è necessario distinguere i flussi migratori, la provenienza geografica, le origini e le motivazioni che spingono migliaia di persone a lasciare la propria Nazione per arrivare in Italia e in Europa.

  • Gli immigrati provenienti dalla maggior parte dei Paesi Europei, in particolare dall’Est Europeo, sono persone con problemi economici e vedono nell’Italia una prospettiva di lavoro e una vita migliore.
  • Gli immigrati che provengono dai Paesi del Medio Oriente (Siria Libano ed altri), sono normalmente persone che scappano da guerre, dal terrorismo e da oppressioni varie. Oltre alle guerre civili di origine religiosa, parte dei disordini sono stati causati direttamente o indirettamente anche dai Paesi occidentali (Stati Uniti e alcuni Paesi Europei) e dalla Russia. Il motivo principale è il controllo delle risorse energetiche mondiali (petrolio e metano)
  • Gli immigranti provenienti da alcune Nazioni dell’Africa sono persone che scappano dalla povertà, dal terrorismo, dallo sfruttamento e da oppressioni varie. Anche qui le grandi potenze occidentali non sono esenti da responsabilità, visto che nel tempo hanno sfruttato l’Africa come zona di saccheggio di materie prime (minerali vari, diamanti e altro) e manodopera a bassissimo costo, al limite dello schiavismo.
  • Gli immigrati provenienti da varie parti del mondo (Cina, India ed altri) normalmente arrivano da Paesi in difficoltà economiche e sociali.

Probabilmente il PIL non è l’unico parametro che indica la ricchezza di un Paese, perché se fosse così non avremmo persone provenienti dalla Cina che attualmente ha il PIL più alto del mondo. Probabilmente quello che manca in questi Paesi sono i diritti sociali, il benessere collettivo, la prospettiva di aprire una propria attività e la libertà di poter decidere molti aspetti della propria vita.

  • Infine ci sono gli immigrati senza fissa dimora e la loro patria è il mondo che li ospita (zingari, gitani, nomadi ed altri).

 

2) Distinzione tra criminali e ladri di appartamenti

In tutte le categorie di immigrati sopra menzionate, ci sono sempre persone da dubbi valori etici e che presi dalla rabbia, manifestano odio e rancore nei confronti di tutti e quindi il loro status normale è vivere nell’illegalità. Non hanno niente da perdere e possono compiere qualsiasi attività criminale senza nessuno scrupolo. Questo tipo di persone fanno aumentare la criminalità organizzata nei Paesi che li ospitano e sono presenti più o meno in ogni etnia di immigrati. L’Italia deve iniziare ad affrontare in maniera rigorosa questo tipo di criminalità in quanto alcune aree del nostro territorio stanno diventando presidi di crescita delle bande organizzate. I reati con cui ci dovremo confrontare sempre più sono quelli di stupro, di spaccio e di prostituzione che sono già evidentemente in aumento in tutte le città. I furti negli appartamenti e delle auto sono invece per lo più imputabili a situazioni di povertà e abbandono e degrado e sono reati commessi da immigrati e italiani, per lo più in cerca di cibo e soldi contanti (anche l’oro è diventato contante da quanto è possibile scambiarlo direttamente in alcune attività commerciali) L’aumento della criminalità percepito dalle persone è sicuramente correlato a questo tipo di reati considerati minori, in quanto rappresentano una violazione diretta della nostra proprietà. Sono questi i crimini che vanno ad esasperare la pazienza dei cittadini, facendo aumentare l’insofferenza generalizzata nei confronti di tutti gli stranieri.

 

3) Attività per ridurre in furti negli appartamenti

È necessario porre in essere tutte le attività che possano limitar gli accessi in casa di persone sconosciute, anche perché il rischio, come purtroppo spesso accade, è che alcune situazione degenerino in situazioni paradossali in cui alla fine, chi viene condannato è il cittadino Italiano. Le soluzione proposte sono:

  • ridare alle forze dell’ordine la giusta autorità di intervento evitando di giudicare ogni volta, salvo evidenti casi di sopruso, le azioni condotte dalla polizia
  • potenziare numericamente le strutture operative dello Stato ed in particolare quella della Polizia e dei Carabinieri, deputate al controllo del territorio
  • agevolare economicamente le forza dell’ordine ad effettuare un maggior presidio esterno anche nelle ore notturne
  • consentire l’adozione dei provvedimenti necessari per la risoluzione definitiva delle situazioni di estrema precarietà. Lo Stato ha il diritto e dovere di sapere che fanno e cosa mangiano tutte quelle persone che vivono nella più totale povertà e distacco dalla società.
  • riqualificare, dove possibile, le caserme militari dismesse per crearne una sorta di carceri a sicurezza ridotta che consentano comunque lo sconto della pena inflitta. I carceri non devono essere considerati degli alberghi di lusso e quindi ogni carcerato non può costare quanto uno stipendio di una persona!
  • è inoltre necessario rivedere gli articoli di legge inerenti questo tipo di reati in quanto è inammissibile che le Forze dell’Ordine arrestino una persona, e il giorno dopo, per vizi procedurali o per altri motivi, la stessa persona sia rimessa in libertà. In questi casi la condanna deve essere immediata in quanto spesso capita che dopo alcuni giorni quella stessa persona rimessa in libertà, compie un altro furto causando una tragedia, che invece si sarebbe potuta evitare.

Soluzioni ritenute non valide

  • Legalità Popolare ritiene che l’installazione delle telecamere nei comuni, non sia la soluzione più consona al problema in quanto alla fine, non farebbero altro che costringere la gente a vivere in una sorta di “Grande Fratello” allargato a tutta la Nazione. Inoltre l’installazione e il mantenimento di un sistema di videosorveglianza serio in una città ha dei costi proibitivi e non può che garantire una ridottissima copertura.
  • Legittima Difesa. Non è neanche tanto immaginabile che padri o madri di famiglie si mettano a sparare dentro casa solo perché qualcuno ha tentato di rubare un po’ di soldi e qualche valore in oro. Il vero rischio di questi furti è realmente quello di “beccare” il ladro dentro casa, situazione che potrebbe degenerare in reazioni incontrollate da parte di entrambe. Una simile situazione potrebbe infatti far sfociare un evento secondario quale un furto (rispetto a tante altre cose importanti della vita), in un evento che in un solo secondo cambiano per sempre il destino di tutta una famiglia.

In tal senso è particolarmente strano comprendere perché l’opinione pubblica spesso ha condannato fortemente l’uso della forza nei confronti dei malviventi operata da parte delle Forze dell’Ordine, mentre l’idea di armare le persone e sparare contro qualcuno che entra dentro casa viene considerata un’azione dovuta e legittima. Legalità Popolare crede invece fortemente nel potenziamento delle Forze di Polizia e nell’aumento della garanzia dei provvedimenti adottati. Non servono stravolgimenti concettuali o espressioni di violenza collettiva, quello che serve è ridare il giusto potere e libertà d’azione alle istituzioni dello Stato, difendendo le scelte e le azioni da loro compiute.

 

4) Una necessaria puntualizzazione inerente il fenomeno dei profughi e rifugiati

Nessuno può credere che gli Italiani non accolgono o non vogliono più accogliere i profughi provenienti dai Paesi in guerra. Il problema nasce quando il sistema politico non è in grado di gestire questo flusso migratorio, ovvero quando qualcuno inizia a concedere a queste persone più diritti che agli Italiani. Legalità Popolare esprime l’idea che gli Italiani non sono contro gli extracomunitari in genere, ma contro il sistema che garantisce a tutti i rifugiati, o meglio a chi li ospita, un’importante retribuzione mensile, il cellulare e la possibilità di girovagare nelle piazze, mentre gli altri sono a lavoro. Inoltre quello che infastidisce ancora di più, è la totale mancanza di un progetto futuro per queste persone e cosa ancora peggiore è che per molto tempo nessuno ha controllato le associazioni e le ONG, che hanno sfruttato questo disordine per lucrare sulle speranze delle persone. Se a questo si somma che in alcuni casi emergenziali o di disagi sociali per mancanza di lavoro, gli Italiani non hanno avuto le stesse garanzie di assistenza, è ovvio che tante situazioni di incomprensioni sfocino poi in episodi di intolleranza.

 

5) Profughi e rifugiati: proposte di impiego immediate e progetto a medio termine

  • Alcuni sindaci hanno provato ad utilizzare i migranti per attività varie nei comuni, ma sono stati immediatamente disincentivati per la sicurezza e per la mancanza di un supporto normativo chiaro e univoco.

Non è credibile che un Paese come l’Italia, non riesca a definire una legge che consenta nell’immediato l’impiego dei migranti per attività nei comuni. Nessuno vuole sindacare sull’applicazione della normativa sulla sicurezza, ma non è neanche possibile che qualcuno pretenda di vivere in Italia alle spalle degli Italiani. Il rischio che qualcuno si faccia male spalando un po’ di fango o pulendo un po’ di foglie in una piazza dopo una pioggia intesa, non può rappresentare un limite allo sviluppo di un progetto. Ne vale anche la dignità degli immigranti stessi, in quanto è fuori da ogni logica che ragazzi giovani ed in forma trascorrano tutti i giorni dentro un albergo a non fare nulla. Un primo obiettivo del Governo è quindi quello di trovare tutte le possibili occupazioni che potrebbero svolgere i migranti gratuitamente nei comuni durante le otto ore lavorative della giornata.

  • È necessario definire una quota più precisa per i rimborsi a chi da ospitalità ai migranti. Se da una parte è corretto che ci sia un guadagno per chi fornisce loro vitto e alloggio, dall’altra non è neanche tollerabile che qualcuno riesca addirittura ad arricchirsi con questa attività, in particolare con l’ospitalità dei minorenni.
  • È anche necessario valutare con attenzione le rivendicazioni dei diritti manifestati, talvolta anche con violenza dai migranti, per non esasperare la tolleranza degli Italiani e per non rischiare di far credere a chi arriva in Italia, di essere arrivato veramente nel Paese delle balocchi, dove tutto è dovuto.
  • I profughi accolti in Italia possono essere agevolati nell’inserimento in aziende pubbliche o private? No, in questo caso è realmente necessario dare priorità agli Italiani. Il fatto di essere un migrante non deve far acquisire un diritto privilegiato per l’inserimento nel mondo del lavoro.
  • Il progetto a medio termine prevede invece che lo Stato attivi tutte quelle forze e competenze necessarie per consentire al migrante di essere autonomo. Progetti formativi, conoscenza della lingua e del territorio e altri, possono essere tutte valide iniziative per rendere i migranti autonomi. Questo significa che fondamentalmente il supporto dello Stato, può essere concesso per un periodo massimo di tempo, indicativamente tre anni, terminati i quali il migrante deve trovare una propria e autonoma collocazione nella società.

D’altronde è anche impensabile che uno Stato che a fatica riesce a pagare le pensioni a chi ha lavorato tutta una vita e ha contribuito al benessere di questo Paese, possa mantenere per sempre delle persone che con l’Italia non hanno niente a che fare.