Il lavoro che non c’è. In 10 punti riassumo quello che succede

Una persona che conosco mi ha chiesto un consiglio per il figlio che non lavora.
Gli ho risposto. In 10 punti ti riassumo quello che in parte sta succedendo in Italia.
Lasciamo perdere la pandemia che ovviamente in questo periodo non assume più nessuno.
Ma i problemi c’erano già prima.
Allora primo punto: cerca su internet l’elenco di tutte le ditte italiane che negli ultimi anni abbiamo venduto a multinazionali straniere. Siamo riusciti a vendere una azienda strategica come l’Italcementi ai Tedeschi e nessun dei nostri politici a battuto ciglio.
Si ma almeno le aziende straniere danno lavoro!
Quello che tu dici è vero solo in parte perché in realtà alle multinazionali interessa solo il marchio e il know-how italiano ma degli Italiani non gliene può fregare di meno e quindi se le cose vanno male, ci mettono due secondi a chiudere tutto.
E poi gli utili prodotti da queste aziende generano ricchezza per gli altri Paesi, mica per noi. Ti dico sinceramente che avrei preferito continuare a vedere tanti italiani ricchi, piuttosto che vedere i Tedeschi o i Francesi o gli Americani che vengono qua e si comprano quello che vogliono.
Secondo problema. Molti prodotti arrivano dalla Cina, dal Bangladesh, dal Pakistan o anche da altre Nazioni europee dove:
• la manodopera costo meno
• mantengono bassi livelli di sicurezza
• non hanno garanzie sociali e
• hanno una disponibilità di energia elettrica e di materie prime a costi molto più bassi dei nostri.
Ma noi almeno inquiniamo di meno.
Lascia perdere questo discorso. Noi vogliamo fare i salvatori del mondo e poi gli altri se ne fregano e ci mettono in difficoltà a noi.
Andiamo avanti al terzo punto. Sai che ci sono tante aziende che si sono insediate sul territorio italiano, ma che di italiano non hanno proprio nulla? Non mi riferisco solo ai muratori, ma a tutte quelle attività che hanno solo dipendenti del loro Paese. La maggior parte di queste ditte producono vestiti e poi ci cuciono l’etichetta Made in Italy e così è tutto lecito. In altri Paesi non esiste. Se non fai lavorare la gente locale, non ti fanno neanche aprire.
Punto quarto, la delocalizzazione. Purtroppo se stiamo sempre con il fiato sul collo alle aziende c’è poco da fare. Ma secondo te, chi ha ancora il coraggio di aprire un’attività in Italia. Anzi, molti hanno chiuso o hanno portato la produzione all’estero.. e che gli vuoi fa? Ti inventi un altro inutile decreto Dignità che non è servito assolutamente a niente. La gente non ne può più.
Quinto. Abbiamo preferito il reddito di cittadinanza piuttosto che creare opportunità. È brutto dirlo, ma sono soldi che abbiamo sottratto ai giovani che magari con un aiuto avrebbero aperto una ditta per conto loro. Per assurdo se avessimo dato 780€ a chi apriva una partita iva o a chi trovava un lavoro da solo, almeno avremmo risparmiato tutti i soldi buttati per i navigator.
Sesto. Sai cos’è l’effetto NIMBY? Letteralmente Nimby si traduce con “non nel mio cortile”. In pratica rappresenta tutta l’ipocrisia italiana. Mi spiego meglio. Non vogliamo il nucleare ma poi compriamo la corrente elettrica dalla Francia e dalla Svizzera che la producono con il nucleare. Vogliamo i fuochi d’artificio ma devono essere prodotti in Cina perché sono pericolosi. Vogliamo il metano ma chiudiamo le piattaforme di estrazione perché qualcuno si è inventato che sono inquinanti. Produciamo ancora immondizia a quantità smisurata ma non vogliamo i termovalorizzatori e così portiamo i rifiuti in Germania dove loro ci producono corrente elettrica e acqua calda per le abitazioni, che stanno vicino ai termovalorizzatori.
Settimo. C’è poco da dire, gli altri Paesi sono molto più nazionalisti di noi. Hai mai visto la polizia Francese o i politici tedeschi andare in giro con una Fiat?
Ottavo. Che fine faranno l’Alitalia, l’Iva e tante altre grandi imprese mezze pubbliche? Ti dico solo che in Italia ci sono più di 4.000 aziende a vario titolo partecipate dello Stato, tutte rigorosamente in perdita per più di 100 miliardi di euro di debiti.
Insomma ho capito, mi stai dicendo che mio figlio deve andare a lavorare in campagna!
Beata te! Nove, vai a chiedere di farti assumerne da un agricoltore. Tu pensa solo le tradizioni che abbiamo perso con la fine della vendemmia. Una volta era una festa, un socializzare tra generazioni diverse, uno stile di vita. Oggi con tutte ste cacchio di leggi leggine e controlli, la vendemmia la fa una macchina guidata da una persona. Punto, finito è tutto.
Per non parlare degli artigiani? Io il primo lavoro l’ho fatto dentro una ferramenta. Oggi vai a dire al figlio del proprietario di assumere qualcuno. Ma non ci pensa proprio.
Siamo arrivati a Dieci, il punto più bello.
Stiamo incentivando l’acquisto delle auto nuove e il mercato delle auto prodotte in Italia ormai si è ridotto al 5%. Almeno una volta le auto in circolazione erano quasi tutte Fiat che con il suo indotto dava da mangiare a milioni di italiani. Oggi non è più così.
Ho letto che lo Stato ti da 10.000 €, però solo per acquistare le auto ibride o elettriche.
Ma si dai, cosa cambia. Chissà poi la corrente dove la prendi? Lascia stare, guarda c’è un approccio talmente ridicolo al problema che è quasi raccapricciante. Comunque il dato di fatto è che questi incentivi sono solo di facciata per farci illudere di essere ancora ricchi, perché in realtà i soldi andranno tutti all’estero.
Quindi che consiglio posso dare a tuo figlio!
Innanzitutto spero per te che abbia voglia di lavorare perché oggi non è così scontato.
Poi deve imparare per forza un mestiere, all’inizio facendo anche un po’ di sacrifici, forse se sai fare qualcosa magari un lavoro lo trovi pure. Purtroppo paradossalmente il problema più grande è per i laureati perché aumentano le aspettative e i lavori di livello alto sono sempre meno. Comunque bussate a tutti quelli che conoscete, alla fine chiedete pur sempre un lavoro.
Che ti devo dire, anche un’esperienza all’estero è sempre utile, anche se da Italiano ti dico che è veramente un peccato che tutti i nostri bravi ragazzi debbano andare a lavorare all’estero.
Una cosa importante però te la devo dire. Di a tuo figlio di non perdere troppo tempo a casa senza far niente. Quella sarebbe la situazione peggiore perché non si può vedere un curriculum senza esperienze. Infine digli anche di stare molto attento a tutti questi corsi, corsetti che vengono propinati on-line. Ormai ce ne sono un’infinità e la maggior parte di essi fanno spendere solo soldi ai genitori e alla fine non rilasciano neanche un attestato spendibile nei colloqui.
Ti dovrei anche dire di non fidarti della politica perché non tutti potranno lavorare nello Stato, anche se oggi rappresenta l’unica sicurezza. Che tristezza, come disse qualcuno, “Io speriamo che me la cavo”.
Ciao e buona giornata.