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Il lavoro
Uno dei fattori principali che incidono sulla dignità dell’uomo

Qualche giorno fa una persona che conosco mi ha chiesto: “Mio figlio non lavora, che soluzione gli puoi dare?”

Ho risposto: “Se leggete il programma di Legalità Popolare troverete sicuramente diversi articoli che trattano direttamente o indirettamente del lavoro, mai vi dico un’altra cosa: Quanto sentite parlare di lavoro in Italia, spesso la tendenza è quella di enfatizzare le situazione negative. Non conosco bene la situazione del sud che per quanto mi riguarda necessita un serio approfondimento, ma in generale l’Italia non è messa così male, in fondo siamo sempre la settima potenza mondiale e direi che non è poco e se non c’è lavoro in Italia figuriamoci negli altri Paesi.

Le persone che conosco, tra parenti e amici lavorano quasi tutti, magari con contratti non entusiasmanti tanto che qualcuno vorrebbero cambiare impiego, ma pochissimi stanno a casa senza fare niente. Quelle pochissime persone che stanno a casa, in realtà non le ho mai viste lavorare e da quello che so quando hanno fatto qualcosa non lo hanno fatto con il massimo dell’impegno.”

Approfitto per raccontare anche un po’ di me.

Dopo la laurea in ingegneria nucleare che hanno pagato integralmente i miei genitori e che mi sono guadagnato esame per esame, avrò mandato centinaia e centinaia di curriculum e le risposte ricevute sono state esattamente “zero”. * Allora ho cambiato metodo e ho iniziato a bussare a tutti quelli che conoscevo, ho iniziato a presentarmi direttamente alle aziende e alla fine qualcuno mi ha aperto e mi ha offerto la prima opportunità seria di lavoro. Dopo poco meno di due anni, volendo fare un’esperienza all’estero, mi sono licenziato e sono partito per la Romania per un’azienda Italiana.

Strada facendo ho poi vinto il concorso per funzionario dei Vigili del Fuoco, ruolo che ricopro tutt’ora come Vice Dirigente. Non ero tanto convinto di firmare il contratto perché il famoso posto fisso, tanto ambito anche dai miei genitori, non sempre rispecchiano le aspettative di un giovane laureato.

Ho cercato di trovare un nuovo equilibrio nel mio lavoro e tramite molti corsi ed esperienze mi sono costruito la mia professionalità credo anche abbastanza riconosciuta. Nel tempo mi sono capitate anche altre offerte di lavoro, una in particolare molto importante con una multinazionale Italiana. All’epoca però erano appena nati i miei figli e quindi ho ritenuto più importante mantenere la mia presenza quotidiana in famiglia.

Tornando al ragazzo aggiungerei ancora: “Nella vita bisogna mettersi un po’ in gioco e quando avrai imparato bene un mestiere, sarà quasi impossibile non trovare lavoro e poi se non ti piace quello che fai o proprio non trovi niente che ti appassioni, valuta con attenzione anche un’esperienza all’estero. Sicuramente ti servirà per tutta la vita, ti farà curriculum e poi se non la fai da giovane, probabilmente non la fari mai più.

Una cosa comunque è sicura: non ti aspettare che la politica o qualcun altro ti dia il lavoro, la vita è la tua e solo tu poi investire su te stesso per il raggiungimento le tue ambizioni e desideri”. *

Nell’articolo “L’Unione Europea”, ho evidenziato anche come la chiusura di alcuni grandi poli industriali, delle centrali elettriche e di altre grandi aziende non è a costo zero per la società. Anche se non lo percepiamo direttamente, la chiusura di un’azienda significa perdere molti posti di lavoro, significa inoltre perdere una tecnologia, una quota mercato e anche tutto l’indotto che normalmente una grande azienda sviluppa introno a se. Considerando che la società tendenzialmente si sta orientando versa questa direzione visto che tutto fa paura, non ti aspettare grandi cambiamenti nei prossimi anni, anzi se continuiamo così la situazione lavorativa non può solo che peggiorare.

Una riflessione è necessaria porla anche per l’Università che, sempre per enfatizzare alcuni aspetti negativi, l’Italia viene considerato il Paese con meno laureati. L’agevolare l’accesso allo studio universitario per tutti, è sicuramente un’iniziativa lodevole e condivisibile, ma il rischio è quello di dare false illusioni ai giovani, nel senso che ad oggi, l’Italia non è in grado di assorbire tutti i laureati e quindi molti rimarranno ancor più amareggiati e insoddisfatti per non aver potuto sfruttare la propria laurea.

Ambizione del posto fisso. Conosco una ragazza di 30 anni laureata che quasi piangendo mi ha confidato di odiare il suo lavoro. Guadagna poco più di 1.000€ mensili e il titolare non la tratta molto bene. Gli ho consigliato di cambiare lavoro e la risposta è stata: “Ma ho un contratto a tempo indeterminato!”. Ma …….., sei giovane, non hai vincoli familiari e stai a piangere perché sei insoddisfatta? Datti almeno un’opportunità nella vita, cercala, conquistala, come fai a vivere se sei sempre triste.

Parlando di lavoro è impossibile non esprimere alcune considerazione inerenti il “reddito di cittadinanza”. Contribuire a migliorare la situazione sociale di chi è in una situazione di difficoltà è sicuramente lodevole ma è necessario valutare bene le soluzioni adottate al fine di poterle mantenere nel lungo periodo. In particolare, in merito al reddito di cittadinanza si rilevano i seguenti limiti.

  1. Le persone si adagiano molto facilmente alle situazioni più accomodanti e quindi come avviene per le case popolari, per la cassa integrazione ed altri istituti, chi è nelle condizioni di accedere al reddito di cittadinanza farà del tutto per cercare di mantenere il suo status. In Italia, è impensabile solo ipotizzare un controllo puntuale su milioni e milioni di persone che cercheranno in ogni modo di rientrare tra i beneficiari di uno stipendio quasi fisso.
  2. Come ovvia conseguenza è molto probabile che l’istituto proposto, favorisca il lavoro nero o comunque disincentivi la ricerca di un’attività lavorativa.
  3. Il costo preventivato non è congruo con la situazione economica Italiana. In questo momento è vitale accrescere la fiducia dei mercati nei confronti dell’Italia e quindi è sicuramente più necessario una riduzione della spesa pubblica che dando garanzie di solidità del Paese potrebbe invece trasformarsi in possibili investimenti stranieri.

 Per quanto descritto sarebbe necessario acquisire maggiori informazioni a riguardo, ma nel mentre, si rileva che il redito di cittadinanza è un percorso attualmente non percorribile.

* Le ditte non rispondo ai curriculum e forse molte inserzioni non sono neanche vere o sono vecchie. Se provate anche a scrivere un curriculum esattamente attinente a quello richiesto dall’annuncio, vi accorgerete che comunque difficilmente verrete contattati.

Il lavoro

Le proposte di Legalità Popolare

  • Facilitazioni nella gestione di una partita iva.

Nell’articolo “Aprire e mantenere una partita IVA – Una procedura immediata a costo zero”, si illustra una procedura assolutamente facilitata per aprire una nuova ditta. Sicuramente la trattazione merita approfondimenti e valutazioni, ma l’obiettivo è quello di stimolare l’adozione di provvedimenti che realmente facilitino il mantenimento di un’attività semplificandone l’apertura e rendendo più agevole la sua gestione amministrativa.

  • Le agevolazioni non sono sufficienti a compensare le difficoltà normative

Di agevolazioni per le ditte medio piccole e per giovani imprenditori ce ne sono veramente tantissime, così come sono tantissime le opportunità di ottenere a vario titolo, contributi statali ed europei.

La sensazione è che oggi, non avere un’idea imprenditoriale da sviluppare sia veramente un peccato. Ci sono bandi per qualsiasi settore, dall’agricoltura al turismo, dalla sicurezza all’energia e ci sono una miriade di opportunità per l’internazionalizzazione e per comprare e vendere prodotti in Italia e all’estero. Ci sono i centri di informazione e formazione, ci sono centri per l’impiego e la cassa integrazione per chi perde il lavoro, ci sono i fondi e le società di consulenza per le startup, che altro? E allora perché non si colgono queste opportunità offerte? Che manca al sistema?

Probabilmente l’apparato normativo e sanzionatorio è diventato fin troppo pesante e predominate rispetto agli stimoli offerti dal sistema e dal mercato.

Nell’articolo “Norme semplici e applicabili”, vengono indicate alcune riflessioni inerenti la necessità di avere norme semplici ed applicabili, mentre nell’articolo “La semplificazione: un obbligo sociale” vengono riportate alcune possibili semplificazioni procedurali.

 

  • Grandi opere

Nella sezione grandi opere si indicano come prioritari tre grandi progetti “Il trasporto merci su ferroviaL’alta velocità Bologna Taranto” e “Roma Ecofruibile 2025”.

La realizzazione delle grandi opere non sempre sono assistite da un aumento considerevole del lavoro in quanto potrebbe capitare che gli appalti vengano vinti da ditte straniere. In questo caso il Governo dovrebbe essere così bravo da contrattare che almeno i lavoratori siano per una certa percentuale residenti nelle località interessate dalle opere.

È comunque certo che l’alta velocità Bologna – Taranto e il trasporto delle merci su ferrovia fino al Porto di Taranto non può non portate i sui benefici per tutto il sud.

 

  • Un’economia fatta anche di tradizioni

Per anni si è combattuto contro il lavoro nero svolto nell’agricoltura. Se da una parte è necessario garantire alle persone una regolare assunzione, anche ai fini contributivi e assicurativi in caso d’infortunio, dall’altra è anche vero che non si può cancellare una tradizione contadina che in alcune realtà locali ha consentito una vita dignitosa a tantissime famiglie.

L’utilizzo di mezzi aerei o altri sistemi di controllo per verificare il numero di addetti realmente presenti in alcune aziende agricole durante la vendemmia o la raccolta dell’ulivo è un’esasperazione di un’interferenza dello Stato nella vita della gente che la gente stessa non vuole e rifiuta con disprezzo. Le nostre tradizioni non devono essere cancellate in nome di tutte le norme italiane ed europee. Al massimo si potrebbe richiedere l’obbligo di un’assicurazione privata che copra gli infortuni, ma per il resto iniziamo a dare un po’ di respiro alle aziende altrimenti poi l’alternativa nel caso specifico è la vendemmia fatta da una macchina che porta via tutto, anche i nostri valori.

  • Un pizzico di nazionalismo in più non farebbe male

Avete mai visto un’auto dei politici o della Polizia o dei Vigili del Fuoco o di altre amministrazioni Francesi o Tedesche con auto Italiane? Probabilmente si, ma sicuramente non così tante come avviane contrariamente in Italia. Tante volte non sarebbe male ricordare a noi stessi di essere Italiani e quindi se tutti gli enti pubblici comprassero solo auto e più in genere prodotti costruiti in Italia, forse non faremmo un torto a nessuno.

  • Massima trasparenza nelle assunzioni dello Stato

Nell’Articolo “Concorsi pubblici e promozioni a trasparenza blindata”, si evidenzia la necessità che tutte le assunzioni compite da qualsiasi Organismo, Comune, Regione, Amministrazione, Ente o associazione privata o pubblica che percepisce anche solo un euro dalle casse dello Stato, avvengano nel rispetto dei criteri definiti nell’articolo stesso.

Questo è necessario per evitare qualsiasi forma di ingerenza da parte di chiunque nelle selezioni pubbliche e per consentire a tutti di avere pari opportunità.

 

  • Massima trasparenza nei passaggi di qualifica nello Stato

Sempre nello stesso Articolo, “Concorsi pubblici e promozioni a trasparenza blindata”, Legalità Popolare, nel più ampio obiettivo di ridurre il potere della politica, evidenzia anche la necessità che tutti i passaggi di qualifica come per esempio quello da funzionario a dirigente, avvengano per anzianità o nel rispetto dei criteri definiti nell’articolo stesso. Purtroppo non siamo in grado di gestire la meritocrazia e quindi è necessario blindare qualsiasi nomina ai ruoli di vertice delle Amministrazioni Pubbliche in modo tale che tutti abbaino le stesse opportunità.

 

  • Assunzioni assolutamente semplificate per i giovanissimi

Probabilmente tutti ricorderete che normalmente i ragazzi nei periodi estivi, dopo la scuola, svolgevano varie attività lavorative che aiutavano molto i piccoli commercianti ed artigiani e consentivano ai più giovani di fare quelle prime esperienze di lavoro, assolutamente importanti per guadagnare qualcosa e iniziare ad imparare un mestiere.

Legalità Popolare, propone l’assunzione dei ragazzi/e tra i 16 e i 18 anni, senza nessun tipo di incombenza per il titolare se non quella di pagare un’assicurazione privata il cui importo verrà definito da un bando nazionale e che comunque non dovrà superare i due o otre euro al giorno. Per il resto il titolare non dovrà fare nulla, sono esclusi quindi il pagamento dei contributi, la compilazione di documenti, la definizione di una paga minima e quant’altro previsto da una normale assunzione. I giorni di malattia non saranno ovviamente retribuiti.

Per i ragazzi da 19 a 21 anni, Legalità Popolare propone la stessa soluzione di cui sopra, ma con un versamento integrativo minimo di almeno 10€ al giorno che il titolare dell’attività dovrà versare per il pagamento dei soli contributi previdenziali. In questo caso sarà necessario prevedere almeno una comunicazione preventiva dei giorni di assunzione.

 

  • Istituzione di una commissione di controllo per i dipendenti pubblici

Anche se fondamentalmente uguali, i diritti dei lavoratori sono molto più rispettati nel pubblico piuttosto che nel privato.

Questo evidenzia un’importante differenza di trattamento tra il pubblico e il privato.

Questa differenziazione deve essere vista con il massimo rispetto per chi lavora nel privato e quindi è necessario esaminare caso per caso chiunque si permetta il lusso di approfittare di taluni istituti.

La legge 104 che consente l’assistenza a familiari, le assenza per malattie ecc, e altre leggi che consentono la maternità, paternità ed altri privilegi, sono tutti istituti frutto di lotte sindacali e conquiste dei diritti dei lavoratori che non possono essere cancellate perché qualcuno si sente nel diritto di approfittarne.

Legalità Popolare propone l’attivazione di una commissione centrale che esamini ogni singolo caso di presunto comportamento scorretto del dipendente. Il dirigente che omette di segnalare quei casi di evidenti criticità verrà segnalato negativamente alla propria amministrazione. La commissione avrà a disposizione anche una commissione medica di rango superiore a tutti i medici per confermare o meno pareri precedentemente espressi da altri colelghi, segnalando gli evidenti casi di non corrispondenza delle diagnosi.

 

  • Valutazione dei rendimenti sul lavoro inaccettabili

Lo Stato ha il diritto e dovere di perseguire chi a lavoro ha un rendimento al limite della decenza. È infatti veramente inaccettabile che ancora ci siano persone che a lavoro hanno la pretesa di dover fare solo la presenza e spesso neanche questa.

Lo Stato deve tutelare se stesso e il rispetto nei confronti dei cittadini e quindi i comportamenti al limite non possono essere difesi da nessuno.

Legalità Popolare ritiene utile la nomina di una commissione di controllo centrale che avrà il compito di monitorare le segnalazioni dei dirigenti, valutare che queste non siano al contrario prese di posizione personali del dirigente nei confronti del dipendente e laddove accertata l’irregolarità comportamentale, proporre all’ente pubblico la permanenza a casa del dipendente per una o due settimana con la retribuzione ridotta della metà.

 

  • Abolizione dei centri per l’impiego pubblici

Forse è più una provocazione, ma se lo Stato spende più di 500 milioni di euro all’anno per mantenere i centri per l’impiego, non sarebbe meglio dirottare questi fondi alle agenzie private di selezione del personale?

Secondo alcune stime, in Italia ci sarebbero più di 3 milioni di disoccupati di cui probabilmente 500 mila non hanno la minima intenzione di trovare un lavoro e quando lo trovano cercano in tutti i modi di farsi licenziare creando anche problemi di ricorsi assurdi.

Se se si incentivassero le società di selezione private, ipotizziamo con un forfettario di 500€ per ogni contratto concluso, che preveda l’assunzione di un non lavoratore per almeno un anno presso una qualsiasi azienda, probabilmente si otterrebbero dei risultati molto importanti. Non basta, se l’incentivo fosse erogato solo nel caso che il dipendente rimanga effettivamente almeno per un anno nell’azienda, si condizionerebbe la società di selezione ad individuare solo quelle aziende più serie e le persone più serie che intendono mantenere un posto di lavoro a lungo termine.

Se le società private fossero in grado di far assumere un milione di persone all’anno, lo Stato pagherebbe esattamente la somma di 500 milioni alle aziende di selezione, ma saremmo sicuri di aver un milione di disoccupati in meno. Se poi il contratto stipulato tra l’ex disoccupato e l’azienda fosse prolungato di almeno altri tre anni e ci fosse un ulteriore incentivo alla società di selezione di altre 700€ per ogni contratto precedentemente definito, probabilmente le società selezionerebbero ancora meglio le aziende e i candidati. Alla fine è quindi molto probabile che molti contratti diventino definitivi, in quanto una volta formata una persona, la sua sostituzione ha comunque un costo. Questo meccanismo dovrebbe ridurre man mano il numero complessivo di persone che non lavorano.

E le persone che lavoravano nei centri per l’impiego? Sicuramente lo Stato ha la potenzialità di riassorbire tutti dipendenti in altri uffici.